È il 1975 e da poco è stata emanata la legge Reale che
attribuisce alla polizia il potere di utilizzare le armi da fuoco per mantenere
l’ordine pubblico e istituisce arresto e carcere preventivo per chiunque sia
sospettato di disordini, anche in assenza di flagranza di reato. In una Genova
agitata dalle lotte sociali e dagli scontri di piazza, un gruppo di ragazzi si
sta dando da fare per aprire un locale, La cattiva strada, che possa diventare
un punto di riferimento, di socialità e di accoglienza del quartiere e, perché
no, della città. Ma arrivare all’inaugurazione non sarà facile. Il nuovo
questore, “un vero stronzo” che arriva da Milano, ha già fatto sapere che non
darà l’autorizzazione all’apertura di un inaccettabile ritrovo di indesiderabili
come coloro che lo vogliono gestire, persone un po’ ai margini a causa di idee
politiche, esperienze di vita, povertà o semplici stranezze.
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martedì 11 giugno 2013
venerdì 22 febbraio 2013
Non vorrei turarmi il naso
Aprendo il blog non pensavo di scrivere di politica. Non è
il mio mestiere, non mi ritengo sufficientemente preparata sui temi economici,
ché ormai a questo si riducono le discussioni politiche contemporanee, e
dopotutto preferivo affrontare altri temi più di “intrattenimento”. Del resto
mi sono laureata in Lettere, la mia tesi era su un’opera di fantasia, scrivo
per un giornale che si occupa di enogastronomia e il mio sogno sarebbe fare l’editor
in una casa editrice che pubblichi narrativa. Il che la dice lunga su quanto io
preferisca vivere rifugiata nelle mie nuvole.
Solo che. Solo che, comunque, nella realtà ci vivo, volente o nolente. Solo che domenica si aprono i seggi. Solo che
domenica si suppone io mi alzi, mi vesta e vada a far timbrare la mia bella
tessera elettorale per mettere una croce su un qualche simbolo. Solo che si
suppone che io, per domenica, abbia deciso chi favorire esercitando il mio diritto
di voto.
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