Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post

lunedì 10 febbraio 2014

When I first set a step into Royal Opera House



Last Thursday I finally stepped into the Royal Opera House for the first time. On stage: Giselle.
That's funny. I spent 34 years of my life in Milan and I've been to Teatro alla Scala only once, whilst I've been here for less than five months and I've already attended a Covent Garden ballet. And I'm going again in a couple of months, when maybe there won't be downpours or TFL strikes. This time, they were. And we happily made our way from Paddington station to the theatre by foot. I would have never missed the performance. And once there, I know I would have never missed the theatre itself.
*
Giovedì scorso sono finalmente entrata alla Royal OperaHouse per la prima volta. In scena: Giselle.
È curioso. Ho passato 34 anni della mia vita a Milano e sono stata alla Scala solo una volta, mentre sono qui da meno di cinque mesi e ho già visto un balletto a Covent Garden. E ci tornerò nel giro di un paio di mesi, quando magari non ci saranno né il diluvio, né lo sciopero delle metropolitane che ci hanno omaggiato settimana scorsa. Da Paddington station fino al teatro l'abbiamo fatta a piedi ed è stata una bella, lunga passeggiata. Ma per nulla al mondo mi sarei persa uno spettacolo che attendevo da tanto. E una volta lì, ho capito che sarebbe stato imperdonabile anche solo non vedere il teatro.

martedì 11 giugno 2013

Un musical "anarchico" in omaggio a De André



È il 1975 e da poco è stata emanata la legge Reale che attribuisce alla polizia il potere di utilizzare le armi da fuoco per mantenere l’ordine pubblico e istituisce arresto e carcere preventivo per chiunque sia sospettato di disordini, anche in assenza di flagranza di reato. In una Genova agitata dalle lotte sociali e dagli scontri di piazza, un gruppo di ragazzi si sta dando da fare per aprire un locale, La cattiva strada, che possa diventare un punto di riferimento, di socialità e di accoglienza del quartiere e, perché no, della città. Ma arrivare all’inaugurazione non sarà facile. Il nuovo questore, “un vero stronzo” che arriva da Milano, ha già fatto sapere che non darà l’autorizzazione all’apertura di un inaccettabile ritrovo di indesiderabili come coloro che lo vogliono gestire, persone un po’ ai margini a causa di idee politiche, esperienze di vita, povertà o semplici stranezze.

domenica 25 novembre 2012

Aggiornamenti

In realtà stavo preparando una recensione all'ultimo libro letto (senza contare che ne ho indietro anche un'altra, promessa tempo fa e che giuro, giuro arriverà) ma non ho ancora finito di scriverla e ho bisogno di rileggerla a mente fredda. Adesso non riesco più a mettere insieme le parole nel modo giusto così, citando Rossella O'Hara, ci penserò domani.
Stasera sono sola soletta, con il portatile sulle gambe a scrivere, navigare e guardare le puntate della nona stagione di Grey's Anatomy (sì, quella che stanno trasmettendo adesso negli Usa. in inglese. senza sottotitoli. una faticaccia) gentilmente offerte dall'amica e collega S, pusher di fiducia di materiale scaricato dal web.


mercoledì 21 novembre 2012

Di mercatini, discariche e teatri

Come scritto qualche post fa, a ottobre l’Ing e io abbiamo imbiancato casa e rivisto la disposizione di alcuni mobili. Il che ha comportato naturalmente lo svuotamento dei suddetti mobili, per riuscire a spostarli, e di conseguenza una delle mie attività preferite: l’eliminazione di quello che non serve più.
Ora. Io sono una che tende a non buttare via niente perché mi affeziono, per di più non mi piace buttare via cose che magari sono ancora sane solo perché non mi servono o non mi piacciono. Solo che non sapendo a chi darle, finisce che rimangono per mesi, magari anni, in cantina o in box. Così finalmente sabato mi sono decisa e ho cominciato a portare parte di queste cose a un mercatino dell’usato dove magari troveranno qualcuno a cui servono davvero. E mentre giravo per gli scaffali di questo mercatino, ammirando servizi di piatti e bicchieri, completi da uomo, orologi a cucù, passeggini e seggiolini per auto, giocattoli e sedie e sgabelli e tavolini, riflettevo che ci circondiamo veramente di un sacco di oggetti. Ma davvero tanti, tantissimi. Troppi. Cose che magari compriamo per impulso, o che ci regalano perché determinate occasioni impongono che si debba fare un regalo, e che però non useremo mai.

lunedì 5 novembre 2012

Se un giorno, d'autunno...


Quando ho aperto il blog, pensavo che mi sarebbe piaciuto riempirlo di racconti e appunti e foto di viaggio, resoconti da condividere ogni volta fossi andata da qualche parte. E non è stato un caso, dunque, che abbia così inaugurato questo spazio web. Poi però, tra vicissitudini lavorative e familiari, viaggi progettati e poi dovuti annullare, altri post di questo tipo non ce ne sono più stati. Così non vedevo l’ora di raccontare di quest’ultimo fine settimana alla scoperta della Strada del Vino Colli del Trasimeno.
Dell’Umbria, finora, avevo visto solo Perugia, Assisi, Orvieto e Gubbio, mentre la zona del lago non la conoscevo per niente. Sono davvero felice di aver colmato la lacuna. Ho riscoperto i colori dell’autunno nei vigneti già vendemmiati, con le foglie di vite che cominciano a colorarsi di rosso. Mi sono riempita le narici del profumo del mosto e di quello delle foglie bagnate dalla pioggia, dell’aroma dei caminetti accesi dentro i casali di pietra, dell’olio d’oliva e del freddo. Perché anche il freddo ha un suo odore.

sabato 27 ottobre 2012

Una confessione... e un tutorial

La verità è che io avrei voluto fare la ballerina e calcare le scene teatrali. Da piccola avevo anche un bel libro, che si intitolava "Fiabe e Balletti", con le immagini in bianco e nero della Fracci e di Nureyev che interpretavano La Bella Addormentata e Cenerentola. E la cosa che desideravo di più era mettere un tutù rosa e le scarpette. Poi, be', l'immaturità di bambina (come sanno essere noiose le lezioni di classica per le seienni) mi ha fatto smettere presto e ricominciare da adolescente con il moderno. Non sarei mai diventata la Fracci ed essendo cresciuta in una famiglia molto concreta ho intuito che difficilmente avrei potuto mangiare con la danza. Però non ho mai smesso di studiarla. Anzi, crescendo ho cominciato ad apprezzare le lezioni di classica, ho studiato contemporanea, ho aggiunto il tip tap e continuo a dedicare almeno due serate della mia già piena settimana a scaldamuscoli e scarpette. E qualche volta in teatro ci finisco davvero, sempre per spettacoli amatoriali e autoprodotti, e ogni volta mi diverto tantissimo. Arrivare presto per le prove, organizzare i camerini (più spesso i corridoi) per cambiarsi, dividere uno specchio con altre tre persone per truccarsi, seguire l’organizzazione, appendere scalette nel backstage. E alla fine di tutto rimettere a posto i costumi, spegnere luci, andare via per ultima, o quasi. Insomma, è la mia dimensione.
Comunque, questo per dire che qualche tempo fa dovevo prepararmi un costume per un balletto ispirato al mondo del burlesque, per il quale mi serviva un’acconciatura un po’ originale e, soprattutto, veloce dato che avevo cambi molto ravvicinati. Così, visto che il tema ultimamente è piuttosto di moda, ho girato un po’ di negozi alla ricerca di qualche accessorio adatto e ho trovato uno splendido cerchietto con applicato un minicilindro nero con veletta. Praticamente perfetto! Peccato che il prezzo di 40 (QUA-RAN-TA!) euro fosse “leggermente” sopra il budget che mi ero prefissata. Così, pensa che ti ripensa, ho deciso che avrei fatto da me, con un cerchietto di plastica preso al supermercato e materiali di recupero. E questo è il risultato :-)