
Come avrete intuito, il motivo dell’assenza dal blog annunciato ormai tre settimane fa porta il nome di trasloco. Solo a scrivere la parola mi vengono macchie rosse, sudori freddi, secchezza delle fauci, gomito del tennista e ginocchio della lavandaia. No, perché adesso non è che per compensare 26 anni vissuti sempre nella stessa casa - quella di mamma e papà, lasciata nel 2006 per andare a convivere con l’Ingegnere in una mansarda arredata e dotata di vicino psicolabile - si debba per forza iniziare una relazione one-on, one-off con scatoloni e plastica pluriball. Ma tant’è, se ti trasferisci all’estero devi mettere in conto anche un certo nomadismo, soprattutto se vivi in Inghilterra dove è molto frequente che un contratto di affitto vada rinnovato di anno in anno, se non addirittura ogni sei mesi.
