Sorry guys, too difficult to translate it in English!
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Quando lavoravo al Castello, la gloriosa casa editrice in cui ho scoperto la mia autentica vocazione di pignolina rompiballe, sapevo che la parola "opportunità" nascondeva invariabilmente una sòla. Più o meno evidente, più o meno sòla, ma di solito la frase "Ale, hai vinto un'opportunità", significava "Ale, sto per rifilarti uno schifoso lavoretto che nessun altro può/vuole fare, mi dispiace tantissimo ma non c'è altra soluzione".
Normale che, dopo sette anni e mezzo passati a guardare le "opportunità" tenendo la schiena ben attaccata al muro, ogni volta che qualcuno pronuncia quella parola la mia reazione è sempre molto composta. Avete presente i gatti quando gonfiano il pelo e si mettono a soffiarti in faccia? Ecco.