"He left the sentence unfinished, but it did not matter: Maureen knew exactly what he meant. Both, as they watched Councillor Jawanda disappear around a corner, were contemplating the casual vacancy: and they saw it, not as an empty space but as a magician's pocket, full of possibilities."*
*"Lasciò la frase in sospeso, ma non aveva importanza: Maureen sapeva esattemente cosa intendeva. Entrambi, guardando il Consiglier Jawanda scomparire dietro l'angolo, pensavano al seggio vacante: e lo vedevano non come uno spazio vuoto ma, come il cappello di un prestigiatore, pieno di possibilità."**
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lunedì 19 maggio 2014
Book review: The Casual Vacancy
lunedì 26 novembre 2012
Niente lacrime per la signorina Olga
Il mio sogno nel cassetto (uno dei tanti) sarebbe diventare autrice di
gialli di successo. O meglio. Diventare un'autrice di gialli sarebbe già un ottimo punto di partenza. Al successo ci pensiamo poi. Quindi, in attesa di trovare l’idea geniale per scrivere la mia personale
detective story, divoro quelle altrui. Il problema è che
avendone ormai lette moltissime sono diventata di gusti difficili e piuttosto
criticona per quanto riguarda gli intrecci. Come se non bastasse, un po’ per
dote naturale, un po’ per deformazione professionale, sono un “cane da tartufo”
per refusi e, soprattutto, incongruenze, errori di stesura, contraddizioni nel
testo. E quando ne trovo, soffro.
Ma quel personaggio, in quel momento, non c'era e adesso invece si racconta che era presente. Frenetico rumore di pagine sfogliate per guardare qualche passo prima. Sarò io che non ricordo? Avrò letto male? Mi sono distratta?
Non ero attenta? No. C’è l’errore nel libro. Nero su bianco.
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