Visualizzazione post con etichetta polizieschi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta polizieschi. Mostra tutti i post

lunedì 23 febbraio 2015

Book review: Gone girl



What are you thinking, Amy? The question I've asked most often during our marriage, if not out loud, if not to the person who could answer. I suppose these questions stormcloud over every marriage: What are you thinking? How are you feeling? Who are you? What have we done to each other? What will we do?
*
A cosa pensi, Amy? La domanda che ho fatto più spesso durante il nostro matrimonio, magari non ad alta voce, magari non alla persona che avrebbe potuto rispondermi. Suppongo che domande simili incombano come nuvole nere su ogni matrimonio: A cosa pensi? Come ti senti? Chi sei veramente? Che cosa ci siamo fatti? Cosa faremo?

lunedì 25 agosto 2014

Book review: Darkly Dreaming Dexter


"It was beautiful - in a terrible sort of way, of course. But still, the arrangement was perfect, compelling, beautifully bloodless. It showed great wit and a wonderful sense of composition. Somebody had gone to a lot of trouble to make this into a real work of art. Somebody with style, talent, and a morbid sense of playfulness. In my whole life I had only known of one such somebody.
Could that somebody possibly be darkly dreaming Dexter?"
*
"Era di una bellezza terribile. La disposizione era perfetta, coinvolgente, immacolata. Dimostrava un grande spirito e uno straordinario senso della composizione. Qualcuno si era dato un gran daffare per realizzare una vera opera d'arte. Qualcuno dotato di stile, talento e morbosa ironia. In tutta la mia vita, avevo conosciuto solo un unico Qualcuno di quel genere.Era possibile che quel Qualcuno, nel profondo, stesse sognando Dexter?"

lunedì 23 giugno 2014

Book review: Il Comandante Colleoni. Tracce sotto la neve



«Appoggiato allo stipite della porta c'è un tizio tutto infangato che lo sta guardando. Ha la cravatta avvitata che sembra un cappio, la giacca strappata e i pantaloni chiazzati di una strana creta marrone puzzolente. Afflosciati.
Lo sguardo attonito di Pariello scivola giù. L'uomo davanti a lui indossa una scarpa nera di bel taglio mentre l'altro piede è avvolto da una calza informe. Rialza gli occhi incredulo. Il tizio ha i capelli sparati per aria. Con la mano color d'argilla, irrigidita dal fango rappreso, cerca di ricomporseli.
"Buonasera", dice, "sono Bartolomeo Colleoni, il nuovo comandante... Che c'è, non le piace la mia cravatta?"»

giovedì 28 marzo 2013

Montalbano addicted



Non mi posso definire una “camilleriana” della prima ora, direi di no. Il modo in cui scelgo le mie letture è sempre un po’ casuale, non segue criteri precisi (prima o poi farò un post sull’argomento) e così, spesso, arrivo “dopo”, quando la novità non è più novità ed è già stata superata nella classifica dei best seller. Così, prima che cominciassi a leggerne i romanzi, il commissario Montalbano aveva al suo attivo già sette o otto indagini.
Poi è successo che, nell’ordine: un amico, con cui spesso ci si confrontava su musica e letture, perorasse fortemente la causa; in un’intervista a chiusura di un vecchio Salone del Libro, Daniel Pennac (tra i miei scrittori preferiti) parlasse di Andrea Camilleri come di uno degli autori più interessanti incontrati a Torino; casualmente scoprissi di avere i primi due romanzi della serie in casa.

martedì 4 dicembre 2012

La donna della domenica
Ovvero la mia prima volta con Fruttero e Lucentini

E finalmente dopo un incredibile e colpevole ritardo, come strenna natalizia anticipata arriva la recensione, che avevo promesso qui e qui. E che sembra ormai fuori stagione, come un microbikini in valigia per andare a passare il capodanno sulle Alpi, ma che ci volete fare... mi ero intestardita a scriverla, quindi eccovela!



lunedì 26 novembre 2012

Niente lacrime per la signorina Olga




Il mio sogno nel cassetto (uno dei tanti) sarebbe diventare autrice di gialli di successo. O meglio. Diventare un'autrice di gialli sarebbe già un ottimo punto di partenza. Al successo ci pensiamo poi. Quindi, in attesa di trovare l’idea geniale per scrivere la mia personale detective story, divoro quelle altrui. Il problema è che avendone ormai lette moltissime sono diventata di gusti difficili e piuttosto criticona per quanto riguarda gli intrecci. Come se non bastasse, un po’ per dote naturale, un po’ per deformazione professionale, sono un “cane da tartufo” per refusi e, soprattutto, incongruenze, errori di stesura, contraddizioni nel testo. E quando ne trovo, soffro.
Ma quel personaggio, in quel momento, non c'era e adesso invece si racconta che era presente. Frenetico rumore di pagine sfogliate per guardare qualche passo prima. Sarò io che non ricordo? Avrò letto male? Mi sono distratta? Non ero attenta? No. C’è l’errore nel libro. Nero su bianco.