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lunedì 23 marzo 2015

Muffins fancying themselves as a bread



Desserts and sweet treats are not exactly my thing and cakes I like are very few. Especially in this country where they are almost always covered in thick layers of exceedingly sugary frosting. So it was a nice surprise when I had a taste of banana bread in this cafeteria we discovered recently - the ultimate place to have a drinkable espresso in Reading.

It was a nice surprise because it wasn't too sweet, it wasn't too heavy on cinnamon, which I hate, but it had a character. So I decided I had to try the recipe for myself and since I had a couple of bananas on the verge of suicide, the skin blacking, I thought it was finally time to give this banana bread a go. I bought all the missing ingredients, went home and realized... I had forgotten to buy a loaf tin. So, instead of a bread, I used the same ingredients to make banana muffins instead.
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Non sono mai stata particolarmente golosa di dolci e sono poche le torte che mi piacciono. Soprattutto qui in Albione dove sono tendenzialmente sempre coperte da spessi strati di stucchevolissimo frosting. Così è stata decisamente una bella sorpresa il banana bread assaggiato in questa caffetteria che abbiamo scoperto recentemente - forse il solo posto che prepara un espresso bevibile qui a Reading.

Bella sorpresa perché non troppo dolce, non troppo carico di cannella, che odio, ma con carattere. Così ho deciso che dovevo provare la ricetta a casa e visto che avevo un paio di banane sull'orlo del suicidio, la buccia ormai quasi completamente nera, ho pensato fosse la buona occasione per cimentarmi nel banana bread. Ho quindi comprato gli ingredienti mancanti e una volta a casa ho realizzato che... non avevo comprato lo stampo da plum cake. Così alla fine ho fatto dei muffin.

lunedì 28 gennaio 2013

Di stampini, muffin e casualità


Tempo fa avevo visto esposta, nell’edicola della metropolitana, una di quelle raccolte periodiche che al primo numero paghi pochi centesimi e ti regalano di tutto, il secondo è ancora in offerta e poi per completarla ci sono180 comode uscite settimanali a 10 euro l’una che-con-gli-stessi-soldi-ti-paghi-tre-mesi-di-mutuo. Comunque. Avevo visto appunto il primo numero di questa raccolta dedicata ai dolci e alla pasticceria, “nell’imperdibile offerta lancio”, in cui oltre al fascicolo con le ricette (abbastanza inutile, visto che io ormai cerco tutto su internet) c’erano in regalo sei stampini in silicone per fare muffin e cupcakes.
Insomma, mi sono fatta prendere dall’acquisto d’impulso, ho portato a casa tutto il catafalco (che qualcuno mi deve ancora spiegare che bisogno c’è di confezionare 7x7 cm di stampini e un fascicoletto da 20 pagine in formato A4 su un supporto di cartone e plastica 80x50) ho guardato distrattamente le ricette e archiviato nel cassetto i pirottini. Poi varie vicissitudini mi hanno portato a ignorare la nuova attrezzatura finché, pochi mesi fa mi è partita la fissa dei muffin. Salati.
Così, cercando qua e là su internet, facendo calcoli e proporzioni per capire le dosi giuste per il numero di stampini a mia disposizione, mettendo insieme due o tre ricette per arrivare a individuare un impasto base che mi permettesse di cambiare gli ingredienti “caratterizzanti” di volta in volta, sono nati dei muffin alla zucca e pancetta abbastanza buoni, ma non completamente soddisfacenti.
Poi, in ufficio è stata lanciata l’idea del muffin contest (a quanto pare siamo una redazione molto cuciniera) e quindi si è resa necessaria una nuova sperimentazione. Una sorta di ritiro pre-partita, insomma. Stavolta non ho usato la zucca (ché non l’avevo e che richiede anche una preparazione un po’ più lunga) e ho aggiunto la ricotta. E anche se sicuramente ci sono margini di miglioramento, sono molto soddisfatta del risultato che, quindi, ho deciso di condividere con voi. Enjoy!