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lunedì 21 ottobre 2013

Steps

When MyFairEngineer first came here last March, he had a job and that was all. No home, no GP, no NINo, no UK bank account, not a clue of what he was going to do. As he was asked to start the new job as soon as possible, he left Milan on a rainy Sunday afternoon with only one suitcase, in order to start working the very next day. Result: his first week was quite messy, living in an Air B&B, looking for a decent flatsharing, trying to get used to this brand new situation.


martedì 30 aprile 2013

Aggiornamenti in ordine sparso



È praticamente un mese che non scrivo e non ho scusanti. Anche solo un saluto sarebbe stato doveroso. Il fatto è che da febbraio sono finita in una specie di centrifuga che è tuttora in funzione, cambiamenti in atto, evoluzioni... più che poco tempo, poca testa per stare dietro al blog e me ne dispiace. Corro ai ripari, con un aggiornamento sugli eventi di quest'ultimo mese.

1. Una delle cose che mi ha tenuto decisamente impegnata ultimamente, e che ancora per qualche settimana assorbirà gran parte del mio tempo e dei miei neuroni, è la preparazione dell’esame di patente nautica, questa mezza follia che l’Ing e io abbiamo intrapreso, e che mi ha riportato ai tempi dell’università in cui studiavo nei tragitti in metropolitana, la sera, sabato e domeniche comprese. Con l’unica differenza che quelli sono gli unici momenti in cui ora posso studiare :-/
Momenti tragicomici, presto su questi schermi!

2. Tra esame, impegni di lavoro e nuovo spettacolo in avvicinamento (ve l’avevo raccontato della mia grande vocazione perduta?) il mio personale ansiometro sta sfiorando i livelli di allarme e forse è la causa di recenti episodi d’insonnia. Nonché dell’acuirsi di certi comportamenti paranoici per i quali avevo già fatto coming out l’anno scorso. Lo so, sono da curare!

3. Ho finito di rileggere (stavolta in lingua originale) la saga di Harry Potter e di nuovo sono stata colpita da sindrome di abbandono. Presto un (probabilmente lungo) post sull’argomento. 

4. Ho passato i giorni di Pasqua nella perfida (ma più che altro gelida!) Albione e continuo a rimanere a bocca aperta di fronte alla bellezza che riescono a far emergere gli Inglesi anche dalle cose più semplici. Una dote che in Italia coltivano ancora troppe poche persone (anche se fortunatamente qualcuno c’è).

5. Ho finalmente abbattuto un po’ dei limiti che scioccamente imponevo a me stessa per fifa e scarsa fiducia e ho fatto il mio primo weekend fuori porta da sola per un corso di vela a supporto del famigerato esame di patente nautico (l’Ing era via per lavoro). A parte la bottadeculo del bel tempo che ha permesso l’uso delle mezze maniche, è stato veramente liberatorio mollare la me stessa ansiosa a casa per due giorni!

6. Il 20 aprile scorso c’è stato il terzo incontro del CoderDojo Milano ed è stata la consacrazione di un successo. Stavolta i bambini erano 44 (sì, sì, proprio come i gatti) e quindi l’evento è stato trasferito in una sede più grande, una sala gentilmente offerta da Talent Garden, incubatrice di startup e spazio di coworking con sette sedi in Italia. Quella di Milano si trova all’interno di una vecchia struttura ai piedi della ferrovia, completamente ristrutturata e arredata e decorata, almeno per la parte che ho visto io, con elementi assolutamente eco-sostenibili realizzati con carta e cartone. Un ambiente veramente stimolante, così come lo è quello di StartMiUp che ha ospitato i primi due incontri, e la mattinata ha confermato una volta di più come questa esperienza sia formativa. E non solo per i bambini.

Lasciando perdere i buoni propositi del “scriverò di più” e “fotograferò di più”, vi saluto con qualcuna delle foto scattate questo mese e spero di tornare presto!






mercoledì 3 aprile 2013

Incredibilmente... un anno di blog

Ieri era il compleanno del blog! Mi ero ripromessa di fare un bel post di retrospettiva, lasciarmi andare ai ricordi, fare un po’ di statistiche, eccetera, eccetera, eccetera.

lunedì 28 gennaio 2013

Di stampini, muffin e casualità


Tempo fa avevo visto esposta, nell’edicola della metropolitana, una di quelle raccolte periodiche che al primo numero paghi pochi centesimi e ti regalano di tutto, il secondo è ancora in offerta e poi per completarla ci sono180 comode uscite settimanali a 10 euro l’una che-con-gli-stessi-soldi-ti-paghi-tre-mesi-di-mutuo. Comunque. Avevo visto appunto il primo numero di questa raccolta dedicata ai dolci e alla pasticceria, “nell’imperdibile offerta lancio”, in cui oltre al fascicolo con le ricette (abbastanza inutile, visto che io ormai cerco tutto su internet) c’erano in regalo sei stampini in silicone per fare muffin e cupcakes.
Insomma, mi sono fatta prendere dall’acquisto d’impulso, ho portato a casa tutto il catafalco (che qualcuno mi deve ancora spiegare che bisogno c’è di confezionare 7x7 cm di stampini e un fascicoletto da 20 pagine in formato A4 su un supporto di cartone e plastica 80x50) ho guardato distrattamente le ricette e archiviato nel cassetto i pirottini. Poi varie vicissitudini mi hanno portato a ignorare la nuova attrezzatura finché, pochi mesi fa mi è partita la fissa dei muffin. Salati.
Così, cercando qua e là su internet, facendo calcoli e proporzioni per capire le dosi giuste per il numero di stampini a mia disposizione, mettendo insieme due o tre ricette per arrivare a individuare un impasto base che mi permettesse di cambiare gli ingredienti “caratterizzanti” di volta in volta, sono nati dei muffin alla zucca e pancetta abbastanza buoni, ma non completamente soddisfacenti.
Poi, in ufficio è stata lanciata l’idea del muffin contest (a quanto pare siamo una redazione molto cuciniera) e quindi si è resa necessaria una nuova sperimentazione. Una sorta di ritiro pre-partita, insomma. Stavolta non ho usato la zucca (ché non l’avevo e che richiede anche una preparazione un po’ più lunga) e ho aggiunto la ricotta. E anche se sicuramente ci sono margini di miglioramento, sono molto soddisfatta del risultato che, quindi, ho deciso di condividere con voi. Enjoy!

martedì 8 gennaio 2013

Stoccolma, la Svezia e gli Svedesi: la top 10

Tanto per cominciare, buon 2013 a tutti! Vi piace il nuovo styling del blog? Tolte le decorazioni natalizie ho scelto i colori del cioccolato che mi danno una bella idea di calore visto che siamo ancora nel bel mezzo dell'inverno. Oddio, sabato a Milano c'erano 17 gradi, un bellissimo sole e il cielo terso che faceva vedere la corona delle montagne innevate... ma niente paura, già ieri è arrivata la nebbia a ricordarci che siamo sempre in Val Padana. E che è gennaio, non ci si faccia illusioni!


sabato 1 dicembre 2012

Il blog si veste di...

Poche righe per illustrare la sorpresa annunciata qualche post fa e che potete vedere qua intorno: oggi è il primo dicembre, i bambini aprono la prima casellina del calendario dell'Avvento e quindi ho deciso di vestire il blog di Natale.



Come ho scritto nella bio qui accanto, questo spazio rappresenta per me una sorta di laboratorio, un luogo dove sperimentare, mostrare e mettere in ordine tutto quello che mi piace fare, dalla scrittura, alla lettura, dalla fotografia alla cucina, fino alla grafica. Già da tempo pasticciavo con Photoshop, ultimamente ho iniziato a pastrugnare anche Illustrator, Natale si stava avvicinando così qualche settimana fa ho provato a realizzare header e sfondo tematici per addobbare il blog. Siccome il risultato mi ha particolarmente soddisfatto, lo condivido con voi, e spero vi piaccia come piace a me :-)

domenica 25 novembre 2012

Aggiornamenti

In realtà stavo preparando una recensione all'ultimo libro letto (senza contare che ne ho indietro anche un'altra, promessa tempo fa e che giuro, giuro arriverà) ma non ho ancora finito di scriverla e ho bisogno di rileggerla a mente fredda. Adesso non riesco più a mettere insieme le parole nel modo giusto così, citando Rossella O'Hara, ci penserò domani.
Stasera sono sola soletta, con il portatile sulle gambe a scrivere, navigare e guardare le puntate della nona stagione di Grey's Anatomy (sì, quella che stanno trasmettendo adesso negli Usa. in inglese. senza sottotitoli. una faticaccia) gentilmente offerte dall'amica e collega S, pusher di fiducia di materiale scaricato dal web.


sabato 27 ottobre 2012

Una confessione... e un tutorial

La verità è che io avrei voluto fare la ballerina e calcare le scene teatrali. Da piccola avevo anche un bel libro, che si intitolava "Fiabe e Balletti", con le immagini in bianco e nero della Fracci e di Nureyev che interpretavano La Bella Addormentata e Cenerentola. E la cosa che desideravo di più era mettere un tutù rosa e le scarpette. Poi, be', l'immaturità di bambina (come sanno essere noiose le lezioni di classica per le seienni) mi ha fatto smettere presto e ricominciare da adolescente con il moderno. Non sarei mai diventata la Fracci ed essendo cresciuta in una famiglia molto concreta ho intuito che difficilmente avrei potuto mangiare con la danza. Però non ho mai smesso di studiarla. Anzi, crescendo ho cominciato ad apprezzare le lezioni di classica, ho studiato contemporanea, ho aggiunto il tip tap e continuo a dedicare almeno due serate della mia già piena settimana a scaldamuscoli e scarpette. E qualche volta in teatro ci finisco davvero, sempre per spettacoli amatoriali e autoprodotti, e ogni volta mi diverto tantissimo. Arrivare presto per le prove, organizzare i camerini (più spesso i corridoi) per cambiarsi, dividere uno specchio con altre tre persone per truccarsi, seguire l’organizzazione, appendere scalette nel backstage. E alla fine di tutto rimettere a posto i costumi, spegnere luci, andare via per ultima, o quasi. Insomma, è la mia dimensione.
Comunque, questo per dire che qualche tempo fa dovevo prepararmi un costume per un balletto ispirato al mondo del burlesque, per il quale mi serviva un’acconciatura un po’ originale e, soprattutto, veloce dato che avevo cambi molto ravvicinati. Così, visto che il tema ultimamente è piuttosto di moda, ho girato un po’ di negozi alla ricerca di qualche accessorio adatto e ho trovato uno splendido cerchietto con applicato un minicilindro nero con veletta. Praticamente perfetto! Peccato che il prezzo di 40 (QUA-RAN-TA!) euro fosse “leggermente” sopra il budget che mi ero prefissata. Così, pensa che ti ripensa, ho deciso che avrei fatto da me, con un cerchietto di plastica preso al supermercato e materiali di recupero. E questo è il risultato :-)




giovedì 2 agosto 2012

Summer time


Per me il momento in cui si tirano le somme, si chiudono bilanci e ci si apre alle novità è l’estate, certo non il 31 dicembre. Perché a giugno e luglio ci sono gli esami, chiudono le scuole, terminano i corsi di palestre e altre attività che ci tengono impegnati da settembre, si esce dalla routine in modo graduale e per un periodo più lungo rispetto agli effettivi giorni di ferie che si hanno. È uno stacco reale, percepibile, dopo il quale qualunque cosa ti aspetti è comunque nuova, anche senza esserlo davvero.
Il fatto è che in questi giorni sono decisamente arrivata al livello di saturazione di un anno davvero denso, in cui ho fatto moltissime cose. E adesso che sto vedendo avvicinarsi le ferie, mi rendo conto di tutta la stanchezza accumulata in 12 mesi. In ogni caso sono contenta. Non come se mi aspettasse il viaggio per le capitali del Nord che avevamo progettato e a cui abbiamo dovuto, al momento, rinunciare, ma sono contenta.
Sono contenta perché è comunque il periodo del riposo e dell’uscita dalla routine. E della possibilità di fare nuovi progetti. E questo è sempre entusiasmante.

mercoledì 20 giugno 2012

Un pranzo a metro zero


Il fatto è che la farfallina africana, ‘cidenti a lei, mi faceva fuori tutti i gerani. Così siamo passati alle surfine... oh, le surfinie... peccato che per farle diventare belle e rigogliose bisogna dedicarci molto più tempo di quello che una trentenne milanese e lavoratrice ha normalmente a disposizione. Così, quest'anno, di comune accordo con l’Ing (“Guarda che io ero di questa idea fin dall’inizio”. “Lo so, ma io volevo il balcone come quelli del Trentino. Ora ho scoperto che non sono capace”) si è deciso per il mini orto da fioriera. Diamo quindi il benvenuto a basilico e insalata accanto alla vecchia erba cipollina, unica superstite di quattro anni di sperimentazioni botaniche sostanzialmente fallite.



Grande soddisfazione! Anche perché a differenza delle poco collaborative surfinie, queste piante crescono a vista d’occhio e soprattutto hanno anche una loro utilità: se magnano. E come direbbe la mia amica D, che è molto più avanti di me visto che sul suo balcone ha anche pomodori, melanzane e zucchine, il primo raccolto non si scorda mai!