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lunedì 23 marzo 2015

Muffins fancying themselves as a bread



Desserts and sweet treats are not exactly my thing and cakes I like are very few. Especially in this country where they are almost always covered in thick layers of exceedingly sugary frosting. So it was a nice surprise when I had a taste of banana bread in this cafeteria we discovered recently - the ultimate place to have a drinkable espresso in Reading.

It was a nice surprise because it wasn't too sweet, it wasn't too heavy on cinnamon, which I hate, but it had a character. So I decided I had to try the recipe for myself and since I had a couple of bananas on the verge of suicide, the skin blacking, I thought it was finally time to give this banana bread a go. I bought all the missing ingredients, went home and realized... I had forgotten to buy a loaf tin. So, instead of a bread, I used the same ingredients to make banana muffins instead.
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Non sono mai stata particolarmente golosa di dolci e sono poche le torte che mi piacciono. Soprattutto qui in Albione dove sono tendenzialmente sempre coperte da spessi strati di stucchevolissimo frosting. Così è stata decisamente una bella sorpresa il banana bread assaggiato in questa caffetteria che abbiamo scoperto recentemente - forse il solo posto che prepara un espresso bevibile qui a Reading.

Bella sorpresa perché non troppo dolce, non troppo carico di cannella, che odio, ma con carattere. Così ho deciso che dovevo provare la ricetta a casa e visto che avevo un paio di banane sull'orlo del suicidio, la buccia ormai quasi completamente nera, ho pensato fosse la buona occasione per cimentarmi nel banana bread. Ho quindi comprato gli ingredienti mancanti e una volta a casa ho realizzato che... non avevo comprato lo stampo da plum cake. Così alla fine ho fatto dei muffin.

lunedì 16 giugno 2014

Craving for zucchini flowers



If there's one thing I really miss from Italy, speaking of food, is the variety of fruit and vegetables we have, even in supermarkets. And this time of the year I crave for zucchini flowers, unfortunately completely absent from local supermarket shelves. In the hope I will found them somewhere - after all, if they grow zucchini, there must be flowers at some point - I leave you a yummy, summery and veggie recipe I tried last year while I still was in Milan and could have all the zucchini flowers I wanted. Few ingredients, quick and easy. For dummies, really.
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Se c'è una cosa che davvero mi manca dell'Italia, parlando di cibo, è la varietà di frutta e verdura che abbiamo, anche nei supermercati (ah, come vorrei avere qui l'Esselunga di via Feltre!). E in questo periodo dell'anno avrei tanta tanta voglia di fiori di zucca che, naturalmente, sono completamente assenti sugli scaffali dei supermercati locali. Nella speranza di trovarli da qualche parte - dopotutto, se coltivano le zucchine, avranno anche i fiori a un certo punto - vi lascio con una ricettina golosa, estiva e vegetariana che ho provato l'anno scorso, quando ancora stavo a Milano e potevo avere tutti i fiori di zucca che volevo. Pochi ingredienti, facile e veloce, a prova di negati della cucina.

lunedì 12 maggio 2014

Fancy veggie?



For a couple of years now, we've been trying to eat less meat and to find some vegetarian alternative. We've even attended a vegan cooking class just to learn a bit more about ingredients and how to use them properly. There are many reasons behind this choice, the most important being health. So, I'd like to share with you this recipe of vegan quinoa burgers I really loved!
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Ormai da un paio d'anni stiamo cercando di ridurre il nostro consumo di carne e trovare alternative vegetariane. Abbiamo anche seguito un minicorso di cucina vegana proprio per imparare qualcosa di più su ingredienti base di questo tipo di cucina e come usarli correttamente. Le ragioni di questa scelta sono molte e diverse, ma la principale rimane quella legata alla salute. Così, eccomi qui a condividere con voi una ricetta (trovata qui e modificata a mio gusto) burger vegani a base di quinoa che mi sono davvero piaciuti!

lunedì 28 gennaio 2013

Di stampini, muffin e casualità


Tempo fa avevo visto esposta, nell’edicola della metropolitana, una di quelle raccolte periodiche che al primo numero paghi pochi centesimi e ti regalano di tutto, il secondo è ancora in offerta e poi per completarla ci sono180 comode uscite settimanali a 10 euro l’una che-con-gli-stessi-soldi-ti-paghi-tre-mesi-di-mutuo. Comunque. Avevo visto appunto il primo numero di questa raccolta dedicata ai dolci e alla pasticceria, “nell’imperdibile offerta lancio”, in cui oltre al fascicolo con le ricette (abbastanza inutile, visto che io ormai cerco tutto su internet) c’erano in regalo sei stampini in silicone per fare muffin e cupcakes.
Insomma, mi sono fatta prendere dall’acquisto d’impulso, ho portato a casa tutto il catafalco (che qualcuno mi deve ancora spiegare che bisogno c’è di confezionare 7x7 cm di stampini e un fascicoletto da 20 pagine in formato A4 su un supporto di cartone e plastica 80x50) ho guardato distrattamente le ricette e archiviato nel cassetto i pirottini. Poi varie vicissitudini mi hanno portato a ignorare la nuova attrezzatura finché, pochi mesi fa mi è partita la fissa dei muffin. Salati.
Così, cercando qua e là su internet, facendo calcoli e proporzioni per capire le dosi giuste per il numero di stampini a mia disposizione, mettendo insieme due o tre ricette per arrivare a individuare un impasto base che mi permettesse di cambiare gli ingredienti “caratterizzanti” di volta in volta, sono nati dei muffin alla zucca e pancetta abbastanza buoni, ma non completamente soddisfacenti.
Poi, in ufficio è stata lanciata l’idea del muffin contest (a quanto pare siamo una redazione molto cuciniera) e quindi si è resa necessaria una nuova sperimentazione. Una sorta di ritiro pre-partita, insomma. Stavolta non ho usato la zucca (ché non l’avevo e che richiede anche una preparazione un po’ più lunga) e ho aggiunto la ricotta. E anche se sicuramente ci sono margini di miglioramento, sono molto soddisfatta del risultato che, quindi, ho deciso di condividere con voi. Enjoy!

martedì 8 gennaio 2013

Stoccolma, la Svezia e gli Svedesi: la top 10

Tanto per cominciare, buon 2013 a tutti! Vi piace il nuovo styling del blog? Tolte le decorazioni natalizie ho scelto i colori del cioccolato che mi danno una bella idea di calore visto che siamo ancora nel bel mezzo dell'inverno. Oddio, sabato a Milano c'erano 17 gradi, un bellissimo sole e il cielo terso che faceva vedere la corona delle montagne innevate... ma niente paura, già ieri è arrivata la nebbia a ricordarci che siamo sempre in Val Padana. E che è gennaio, non ci si faccia illusioni!


mercoledì 26 dicembre 2012

Il risotto di Santo Stefano

No, non sono sparita, anche se sono passate più di due settimane dall'ultima volta che ho scritto qualcosa. Non sto a dilungarmi sul fatto che tra superlavoro e preparativi natalizi arrivavo alla sera troppo stanca per accendere il computer, in ogni caso eccomi di nuovo qua, a fare gli auguri a tutti voi che siete passati e passerete di qua, che vi siate mai palesati oppure no!



martedì 13 novembre 2012

La ricetta del lunedì (pubblicata di martedì)




Che poi sarebbe la ricetta della domenica, a voler essere del tutto sinceri, che è l’unico giorno in cui ho più tempo per cucinare e soprattutto in cui riesco a fare le foto ai piatti usando la luce naturale. Solo che per scrivere post e fare un minimo di postproduzione con photoshop ci vuole il suo tempo e avevo quindi deciso che l’avrei pubblicata di lunedì, inaugurando quella che vorrei diventasse una rubrica fissa. Peccato che nemmeno lunedì sia riuscita nell'intento, dato che tra lavoro, corso d’inglese serale, cena e non più rimandabili opere di restauro (“È una scena devastante”, è stato il commento dell’Ing quando, sbirciando in camera da letto, mi ha trovato con la mano destra che guidava il silkepil su una gamba e la sinistra che reggeva questo libro) la serata è volata.
Insomma, alla fine la ricetta la pubblico di martedì. Il piatto è il più classico dei classici e uno dei miei preferiti, il risotto ai funghi porcini. Mi rendo conto che il web è pieno di ricette come questa e sono praticamente certa del fatto che la mia non aggiungerà nulla di nuovo, tuttavia ci tengo a condividerla, un po’ perché per me è davvero una specie di comfort food, un po' perché sono particolarmente soddisfatta del risultato ottenuto e un po’ perché mi piace come l’ho impiattato, con il coppapasta, come fossi una cuoca professionista :-)

venerdì 26 ottobre 2012

Una ricettina per far sapere che ci sono ancora

Allora, la casa è finalmente imbiancata e, anche se siamo ancora in alto mare dal punto di vista del riordino post tinteggiatura e cambio disposizione dei mobili, sono molto molto orgogliosa del risultato. Soprattutto dello splendido azzurro con cui abbiamo tinteggiato una parete della camera da letto. Comunque. Non mi sono dimenticata i due post che avevo promesso, anzi, il tutorial è quasi pronto, ma nell'attesa ne approfitto per proporre una ricetta fatta qualche tempo fa, per colpa di una spesa sbagliata, e che mi aveva dato grandissima soddisfazione :-)
Il fatto è che avevo comprato mezzo chilo di prugne nere, di quelle piccole, a forma di ovetto, grandi come un nocciolo di pesca. Purtroppo, pur essendo già molto mature al tatto, non lo erano per nulla al gusto. Non erano "cattive", ma alla fine restavano lì, non veniva voglia di mangiarle. Siccome sono moralmente contraria agli sprechi, soprattutto di cibo, quelle prugnette antipatiche in frigo le dovevo smaltire, prima che ammuffissero e magari mi rovinassero l'altra frutta. Così, fatte un po' di ricerche in internet, ho trovato questa ricetta sul CavolettodiBruxelles che subito mi ha ispirato, anche se...
Il problema è che l’originale cavolettiano prevedrebbe grappa e cannella nell’impasto, ma a me in casa mancava la prima e la seconda la detesto. Visceralmente. Così, ecco la ricetta “à ma manière”:


mercoledì 26 settembre 2012

Come ti risolvo il pranzo quando nel frigorifero c'è l'eco



Domenica. Interno giorno.
“Ehi, Ing, che ne dici se faccio il risotto per pranzo?”
“Sì, fantastico, ottima idea! Come lo fai?”
“...”

Ok. Il buon senso suggerirebbe di non proporre per pranzo un piatto se non si è certi di avere a disposizione gli ingredienti base, e nella fattispecie avevo il frigo praticamente vuoto, no zafferano, no funghi secchi, no carciofi, no radicchio, pesce e frutti di mare neanche a parlarne, insomma, niente di quanto normalmente si usa per fare un risotto come si deve. Fortunatamente mi era rimasta in fresco una bottiglia di spumante ancora intatta, avanzo del pranzo di compleanno dell’Ing. E sul balcone il rosmarino era, è, ancora miracolosamente vivo. Insomma, la soluzione è stata fare il risotto al rosmarino e Prosecco... senza il Prosecco.